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L’Osservatorio sulla Politica Energetica della Fondazione Einaudi – OPEF – è stato costituito al fine di promuovere un ampio confronto tecnico e politico sulle questioni energetiche e ambientali di attualità, coinvolgendo istituzioni, aziende, associazioni di categoria, università, mass-media. La politica energetica ha conosciuto diverse fasi, l’ultima delle quali incentrata soprattutto sullo sfruttamento del petrolio, che ha caratterizzato gran parte del XX secolo. Negli ultimi decenni la politica energetica si è dovuta confrontare con nuove realtà: le tecnologie nucleari, la maggiore sensibilità per la tutela dell’ambiente legata ai cambiamenti climatici, la conseguente ricerca di nuove fonti energetiche rinnovabili attraverso tecnologie che consentano di sfruttare l’energia solare, quella eolica, le biomasse, ecc. e impianti di nuova generazione che ne diminuiscano le emissioni nocive. Ogni tecnologia per la produzione di energia risolve alcuni problemi ma ne crea contestualmente altri: la ricerca di una fonte energetica priva di controindicazioni e in grado di competere sul mercato energetico mondiale in termini di costo, è tutt’ora all’ordine del giorno in tutti i paesi industrializzati. Si tratta di una sfida importante per la cultura liberale che rifiuta soluzioni dirigistiche dettate da una presunta emergenza ambientale, ma riconosce anche la necessità di nuove regole e di interventi pubblici coordinati al fine di rispondere in modo appropriato al fabbisogno energetico, in continua crescita anche in conseguenza dei processi di industrializzazione dei paesi in via di sviluppo. Tutto ciò ha indotto la Fondazione a impegnarsi nell’approfondimento di queste tematiche specifiche, tenendo conto del contesto internazionale e, in particolare, di quello italiano, dove si registra nella pubblica opinione una evidente mancanza di adeguate conoscenze e di informazioni che consentano di evitare decisioni affrettate e superficiali. In passato si sono privilegiate alcune opzioni che hanno accentuato la dipendenza energetica italiana e soprattutto hanno prodotto un irragionevole arresto dell’attività di ricerca che aveva visto il nostro Paese all’avanguardia in Europa. Il nostro sistema produttivo ancora oggi subisce le conseguenze derivanti dall’adozione di decisioni non appropriate, che hanno inciso sui costi dell’energia e quindi sulla competitività della struttura industriale; occorre dunque che nelle scelte strategiche che coinvolgono tutti gli attori della complessa partita che si va a giocare - consumatori, istituzioni, imprenditori - si sia pienamente consapevoli degli effetti che ogni decisione comporta: quelli che si vedono e si prevedono facilmente, e quelli, non meno importanti, che “non si vedono”, perché appaiono poco evidenti in tempi brevi. In assoluta coerenza con il monito di Luigi Einaudi: “conoscere per deliberare”. |
Obiettivi:
